GIANMARCO MAZZI AL MINISTERO DEL TURISMO

Ministri che vanno, ministri che vengono... Ma le critiche sono sempre le stesse!

L'arrivo di Gianmarco Mazzi al Ministero del Turismo non mi pare essere una cattiva notizia, questo a dispetto dei tanti e impietosi commenti offerti dai social più accreditati. La critica più ripetuta? “Non ne sa nulla di turismo, quindi… 

Fatemi capire una cosa, però… Pensate davvero che un conoscitore del sistema turistico italiano – in particolar modo del turismo organizzato – accetterebbe di buon grado di porsi alla guida di un Ministero tanto complicato? E non parlo di chi godrebbe come un pazzo a ricoprire questo ruolo solo per dar maggior lustro al proprio ego, ma piuttosto di una persona capace di mantenersi equidistante da tutto e tutti lavorando concretamente per questo settore. 

Ecco, pensiamoci bene. E poi permettetemi di tornare indietro negli anni recuperando, da e-mail e social, i commenti sui precedenti Ministri… 

Michela Vittoria Brambilla (2009-2011) “…se la tira ma non è capace a far nulla…”, “è stata messa lì da Berlusconi, quindi abbiamo capito tutto…”, “ecco proprio una così dovevano darci…”, “ha la faccia falsa… 

Gian Marco Centinaio (2018-2019) “certo, quello che ci serviva era proprio un promoter…”, “ecco un altro incapace che appende il cappello al chiodo…”, “solo capace a farsi vedere ma per il resto è zero…”, “leghista, quindi ladro anche lui… 

Dario Franceschini (2019-2021) “del turismo non gliene frega un caXXo, vuole solo la poltrona…”, “eccolo di nuovo…inutile, inutile, inutile…”, “altro comunista che odia le agenzie di viaggio…”, “ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci queste schifezze? 

Massimo Garavaglia (2021-2022) “utile come una forchetta quando in tavola c’è il brodo…”, “se va al salone dei monopattini dirà che il turismo è nel monopattino…”, “ma i leghisti più incapaci li devono proprio mettere al turismo?”, “peggio che mai… 

Daniela Santanchè (2022-2026) per questo Ministro evito i commenti, ma credo non si sia mai scesi così in basso. E parlo dei commenti. 

Arrivando a Gianmarco Mazzi si potrà dire – magari a ragione – che non conosce il settore, ma è innegabile che è un personaggio che conosce il senso del verbo “lavorare”: a vent’anni lancia (con Mogol, Morandi e Pecchini) la “Nazionale Cantanti”, organizzazione no-profit che, in quarant’anni, ha raccolto e destinato ad opere umanitarie oltre 50 milioni di euro. Nel 1986 lavora con Caterina Caselli alla realizzazione di “Espressione Musica” e, successivamente, al lancio di artisti quali De André, i Pooh, Ligabue. E da lì in avanti, sono innumerevoli le attività nel campo della musica, della cultura e dello sport che l’hanno visto quale infaticabile organizzatore ed ottimo comunicatore. 

Dimenticavo che è anche laureato in giurisprudenza e che ha ricoperto, a lungo, l’incarico di sottosegretario al Ministero della Cultura. 

Quindi… Non è un ignorante, non è uno scansafatiche, ha fantasia, capacità comunicative ed è sicuramente un mago nella diplomazia d’impresa, visto ciò che ha fatto nella sua vita. 
Perché lamentarsi? Ma soprattutto… Perché lamentarsi prima di averlo visto all’opera? 

Fulvio Avataneo 

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