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PERCHÈ DICIAMO “NO” ALL’ASTOI E ALLA SUA PIATTAFORMA!

ADV Overview: quando un'idea fondamentalmente valida, viene gestita nella maniera sbagliata.

La discussa piattaforma “ADV OVERVIEW” creata da ASTOI con lo scopo di raccogliere i dati delle agenzie di viaggio, parte da un presupposto ragionevole ma – come sempre accade quando si esagera – finisce per cadere nell’inutile e di trasformarsi in una ulteriore forma di violenza contro gli agenti di viaggio.

Fermo restando il fatto che la verifica della regolarità di una qualsiasi attività commerciale spetta alle Istituzioni e agli Organi di Controllo, è bene ricordare che le Associazioni (di categoria) possono al massimo attuare verifiche di regolarità sui propri associati (e ASTOI farebbe bene a svolgere con attenzione questo compito…) e non su altri. Soprattutto non su soggetti che dei loro requisiti necessari a svolgere correttamente l’attività, devono rendere conto al massimo ai viaggiatori!

Poi si potrebbe dire che i T.O. italiani non sono solo quei 55 racchiusi nel recinto dell’ASTOI, ma sono centinaia, forse di minor peso, forse meno blasonati, ma sicuramente tour operator: e allora per quale motivo non consentire anche a loro di accedere al controllo di quei dati? Forse ASTOI non sa che in questo modo si crea una distorsione sulla concorrenza, e quindi sul mercato?

Ma il punto sul quale proprio diventa impossibile passar sopra è la minaccia rappresentata dall’inibizione dei codici di prenotazione a quelle agenzie che non accettino di registrarsi su quella piattaforma. “Tu non ti iscrivi? Io non ti faccio vendere”.
Sono sicuro che tutti i tour operator non aderenti all’ASTOI non si sognerebbero neppure di proferire simili minacce nei confronti di quella che è, a pieno titolo, la loro rete di vendita primaria…

Comunque vedremo come andrà a finire: potremmo aver torto o ragione, ma a deciderlo non sarà certamente l’ASTOI, e neppure chi si spella la lingua per leccare con grande impegno tanto l’ASTOI quanto tutto ciò che la rappresenta…

La lotta all’abusivismo è sacrosanta e chiede a tutti di fare il possibile per contrastarlo, ma i modi corretti – che esistono, e che le persone ragionevoli sanno trovare – non sono certo quelli basati su obblighi e minacce verso chi, abusivo, non lo è di sicuro.

AIAV è contraria a questa “schedatura” e, pertanto, ha presentato una segnalazione all’Antitrust per tutti i motivi rilevati dai propri legali. E sono parecchi.

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