Duecentosettantasei milioni di turisti – solo tra giugno e agosto – hanno scelto l’Italia quale meta per le loro vacanze [fonte Ministero del Turismo], battendo ogni precedente record e regalando al turismo del nostro Paese un’estate eccezionalmente ricca e positiva. E anche le condizioni climatiche di settembre stanno contribuendo a prolungare la stagione estiva sia sulle coste che nelle località di montagna.
Un’estate boom, dunque, segnata da situazioni geopolitiche che hanno suggerito, ad un terzo dei vacanzieri, un ripensamento sulle loro destinazioni a tutto vantaggio di un’Italia che, sempre di più e sempre meglio, ha lavorato e lavora per dare nuova vita ad ogni parte del territorio.
É l’estate della montagna, che nonostante la propensione per il nostro mare dei turisti, italiani e non, ha riscosso un successo enorme, con presenze molto superiori a quelle dell’ultimo triennio che, a dire il vero, erano già sembrate eccezionali. É l’estate dei borghi, dei cammini, di un turismo che affronta in maniera spontanea il fenomeno dell’overtourism cercando angoli remoti per praticare quel “turismo lento” che pare essere il toccasana dopo un anno di lavoro.
Ma – ahinoi – è anche l’estate dei molti rincari.
Trasporti, hotel, ristoranti, stabilimenti balneari… Tutti hanno fatto la gara per risultare più cari di quanto mai in precedenza e questa è sicuramente la nota dolente che pesa oltremodo sulla soddisfazione dei vacanzieri. Vero che tutto aumenta e che, per forza, i costi dei servizi aumentano anche loro di conseguenza, ma un conto è quanto di fisiologico, altro è la speculazione che, in alcuni casi, assume un’evidenza sfacciata.
E per le agenzie di viaggio, che estate è quella del 2026? Non una cattiva stagione, ma neppure buona, alle prese con una clientela sempre più attenta (e, a volte, misurata…) nella spesa e sempre più attratta dal “fai da te”, con i costi dei servizi altalenanti e con assistenza sempre meno attenta da parte dei tour operator. Ecco, forse la maggiore criticità per le AdV è proprio nell’assistenza – o, meglio, nella NON assistenza, dei T.O., sempre più attenti a scaricare costi e responsabilità sulle agenzie piuttosto che aiutarle nelle difficoltà.
Ora non ci resta che attendere dati più precisi, che avremo a fine settembre, per tirare le somme e guardare alla stagione invernale.
Ci sono molti nodi da sciogliere, ma gli agenti di viaggio non si fanno scoraggiare…












