Sono settimane e mesi che leggiamo articoli e trattati sul futuro del turismo nel nostro Paese; leggiamo cose dotte e cose stupide, interpretazioni logiche e fantasie degne di Harry Potter. Oggi vogliamo provare noi – ovviamente col vostro aiuto – a disegnare l’agente di viaggio del futuro, sempre che questo futuro voglia darci una mano a conservare la specie senza necessariamente dover ricorrere al WWF!

Precisiamo: non vogliamo una “pizza”, ma semplicemente il pensiero di chi svolge quotidianamente questo tanto amato quanto bistrattato lavoro, le riflessioni – positive e negative – sul domani così come lo immaginiamo mentre siamo alle prese con i clienti, i tour operator, i costi ed i ricavi, le soddisfazioni e le delusioni.

In questi mesi ho pressoché letto di tutto: “…se mi dai un corrispondente per Papua te ne do due, uno sull’Irlanda e uno sugli Emirati…” oppure “… il futuro degli ADV è in questo software capace di consegnare, a mano, le vostre e-mail ai clienti!” e ancora “Vuoi la Ferrari? Vuoi la villa? Vuoi guadagnare tanto? Scegli di entrare nel nostro franchising o di diventare nostro consulente di viaggi…”

Tante idee “nuove” facilmente vendibili in barattolo, magari con l’etichetta “Aria Fritta”, piuttosto che applicabili in agenzie dove il numero degli addetti cala paurosamente e dove il titolare-fattorino-venditore-contabile-uomodellepulizie dovrebbe disporre di 36 ore lavorative al giorno solo per dar vita a tutte le iniziative “assolutamente indispensabili”.

I network sembrano aver perso la spinta propulsiva sia verso le agenzie che verso i tour operator, e poi – nella maggior parte dei casi – costano troppo rispetto alla resa;  il “fai da te” del cliente obbliga gli agenti a “far da se” per recuperare maggior marginalità così da porsi in concorrenza col web e sperare di mantenere il cliente;  il “fai da te” dell’agente porta il T.O. ad aprirsi sempre di più al consumatore finale trascurando l’originaria rete vendita.

In ogni caso a guadagnarci sono solo gli uffici legali, perché forse pochi lo sanno ma le azioni promosse da consumatori verso web, agenzie e tour operator crescono paurosamente, segno indiscutibile che tutto questo gran cambiamento sta provocando grandi danni in un sistema che andrebbe regolamentato innanzitutto dal buon senso, e poi da leggi più attuali e stringenti.

Quindi oggi vi chiedo: cosa farete voi, cari agenti e cari tour operator, per sopravvivere alla bufera? Quali strumenti, quali innovazioni - e di che carattere – apporterete al vostro modus operandi per recuperare spazio e mercato?

A cosa punterete maggiormente? Sconti? Buoni benzina? Etica e trasparenza? Specializzazione? Tecnologia? Continuerete ad essere “tuttologi” vendendo dalle Alpi Apuane al Machu Picchu o vi dedicherete a mercati specifici? E come, e quali, e perché?

Mi piacerebbe tanto che a rispondere fossero i tour operator, fino ad alcuni anni fa gli unici e veri fari del mercato, le uniche luci alle quali guardavano gli agenti di viaggio nei momenti di confusione, di smarrimento. Vorrei leggere le risposte di “vecchi” del mestiere quali Press Tours, Naar, Condor, Viaggi del Turchese, ma vorrei anche scoprire cosa pensano gli operatori più “freschi” e/o di nicchia (anche se, va detto, di nuovo c’è poco...) sul tipo di Jolly Roger Tour, di Eco by Spostamenti, di HotelItaly2000 e di Vacanzami… Vorrei leggere e confrontare. Vorrei, insomma, una luce accesa sul futuro.

E vorrei fosse, possibilmente una luce diversa da quella dell’uscita di sicurezza…