Agosto è iniziato da soli due giorni e già ci troviamo deliziati da un incredibile quantità e varietà di piccole – e non – follie d’estate, quelle scemate che solo una dose eccessiva di caldo e di sole o un ancor maggiore menefreghismo ci regalano ogni qual volta la stagione estiva si presenta.  Raccontatecele e sarà per noi un piacevole sostitutivo delle vacanze il renderle pubbliche.

Non passa giorno che la televisione non ci incanti con le immagini del nostro Bel Paese accompagnate dalla voce suadente del nostro Premier che, nel tentativo di abbassare l’esportazione di valuta accrescendo il “peso” delle vacanze nostrane, ci invita appunto a restare in Italia per meglio apprezzarne le innumerevoli qualità.  Ovviamente, se il gallo canta la gallina fa l’uovo, e lo stesso invito, ritenuto da lei encomiabile, è stato ripreso dal nostro “rosso” Ministro del Turismo – la Michela Vittoria Brambilla nazionale – subito prima della sua partenza per le meritate ferie.  Dove? In Costa Azzurra, dove si è trasferita con armi, bagagli, famiglia e cani nel suo lussuoso appartamento prospiciente il lungomare, dimostrando una coerenza ed una vicinanza all’Italia e agli italiani veramente da premiare. Ma andiamo avanti.

E qui, se non ci fosse da ridere ci sarebbe da piangere… Importante T.O. milanese specializzato nel lungo raggio operato con voli di linea. Prenotazione di un’agenzia di viaggio del mese di marzo con destinazione USA + Polinesia. Arriva l’estratto conto e l’ADV paga il regolare 25% richiesto dall’operatore.  Pagato anche il saldo – un ragguardevole 9.000 euro – e in attesa di documenti, l’agente si vede invece richiedere un aumento dovuto alla mancata emissione della biglietteria aerea al previsto time limit. Perché? Perché l’acconto non era sufficiente. Bisognava mandare di più, ben oltre il 25% d’acconto – che è il massimo di quanto si può richiedere al cliente a titolo di acconto – fregandosene delle regole. E quando uno dei ns. legali tenta di spiegare all’accanita operatrice che il viaggiatore non può essere spremuto oltre il giusto, si sente candidamente rispondere… “Mai noi lo scriviamo anche sul nostro sito!”.  Invito agli operatori: mandate a scuola i vostri addetti poiché imparare le regole non fa male neppure a loro e mandate al diavolo i vostri avvocati, se sono questi a consigliarvi!  Comunque sarà materiale in più per l’AGCM.

Rechiamoci, infine,  a Milano Linate. Mercoledì 28 luglio. Interprete della scenetta, che potremo intitolare “L’aereo è mio e me lo gestisco io!” il Capo Scalo di Servizio Alitalia. In procinto di partire per le classiche “vacanze studio” a Londra vi sono molti ragazzi – minorenni -, parecchi dei quali risultano privi della dichiarazione d’affido,  ma sulla cui situazione il nostro Capo Scalo applica - in maniera autonoma - una personale “deregolamentazione”, facendoli ugualmente imbarcare.  Una decisione presa certamente per evitare che agli imbarchi si verifichino le solite scene piuttosto accese tra operatori spesso insofferenti e clienti spesso poco informati. Comunque, per farla breve, ad un ragazzo l’imbarco viene comunque negato, nonostante sul medesimo volo ne siano stati imbarcati altri nella stessa condizione. Motivo del rifiuto? Al Capo Scalo non piaceva il tono di voce dei genitori… E questo radioso esempio di gallonata permalosità lo scrive anche nella sua relazione di servizio! “Nonostante avessi già imbarcato diversi ragazzi in deregolamentazione all’obbligo di dichiarazione d’affido, quello non l’ho fatto salire a bordo perché il tono dei genitori era aggressivo”.  Mi piacerebbe sapere se questo “capo scalo” batteva anche i piedini per terra, tutto arrabbiato perché qualcuno gli si era rivolto in modo poco consono. Forse non aveva mai sentito il tono dei suoi colleghi in altre circostanze…

E siamo solo al giorno 2 di un agosto che si prospetta ricco di sit-com di questo genere! Tutte da non perdere…

Il Grillo S..parlante by Autotutela